Sicuramente il legno!

Ma la cosa più importante è la struttura interna della porta, cioè quella parte che non si vede.

Le porte in massello negli ultimi anni sono sempre meno diffuse.

I motivi principali sono l’alto costo delle essenze pregiante, la dinamicità del massello dovuta agli sbalzi termici (pensa ad una porta in massello che d’inverno si trova accanto ad un termosifone), e il difficile utilizzo di questo materiale per realizzare prodotti di design, oggi molto richiesti dal mercato.

Ad esempio, sono molto diffuse le porte laccate in vari colori di tendenza con l’arredamento; poiché il massello si muove sempre, è assodato che la laccatura screpoli.

Le porte cosi dette tamburate, o finto massello, o impiallacciate sono le più diffuse, ma bisogna fare molta attenzione ai materiali utilizzati per la costruzione della struttura interna della porta stessa.

La struttura perimetrale delle nostre porte in legno tamburate è realizzata con abete giuntato e depurato da nodi. Questa lavorazione garantisce stabilità nel tempo.

Le parti vuote vengono riempite con un materiale leggero a nido d’ape, che serve da supporto ai due pannelli superficiali.

I pannelli superficiali, normalmente in MDF, vengono incollati sui due lati della struttura formando un “sandwich” perfettamente piano e stabile nel tempo.

Questi pannelli hanno spessori differenti a seconda del tipo di lavorazione successiva che l’anta subirà:

  • 4 mm se sarà rivestita in tranciato di legno o laminato (finiture sintetiche di ottima qualità di larga diffusione in tendenza col mondo dell’arredamento),
  • 8 mm se saranno sottoposte a processi di pantografatura o incisioni e successivamente laccati.

Esistono altri materiali e processi produttivi per la realizzazione di una porta. La porta in tamburato rimane però l’unica che ha i migliori pregi tecnologici e vasta gamma di scelta.

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