FAQ

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Domande frequenti

Di seguito le risposte alle domande e curiosità più frequenti.

Se non trovi la risposta che cercavi contatta il nostro staff!

Infissi in alluminio o pvc?

Gli infissi in alluminio sono leggeri, ma nello stesso tempo robusti e stabili. Anche in strutture di grandi dimensioni hanno un’ottima tenuta all’aria, all’acqua ed al carico del vento. Inoltre offrono un’ampia la scelta di colori tra Ral, effetto legno e speciali verniciature.

Purtroppo, essendo un metallo, d’inverno si raffredda provocando la formazione di condensa sulla sua superficie interna, mentre d’estate tende a riscaldarsi molto.

Gli infissi in PVC sono robusti grazie alla loro anima d’acciaio, inserita all’interno dei profili, offrendo un ottimo isolamento termico ed acustico grazie alla loro ferramenta perimetrale con più punti di chiusura.

Di serie sono dotati di 4 sistemi di apertura:

  1. anta
  2. anta-ribalta
  3. areazione controllata
  4. micro ventilazione.

Rispetto agli infissi in alluminio, quelli in PVC sono isolanti ed evitano la formazione di condensa, ma hanno delle limitazioni costruttive.

Per paragonare i due sistemi bisogna prima di tutto considerare gli infissi in alluminio a taglio termico, cioè quelli che interponendo fra la parte interna dell’infisso e quella esterna dello stesso un giunto in materiale plastico permettono di raggiungere un efficienza energetica comparabile a quella degli infissi in PVC.

Esteticamente il PVC negli ultimi anni ha raggiunto livelli di eleganza inimmaginabili (Vedi le finestre della serie Platinium della Oknoplast).

Inoltre le finestre in PVC hanno gli angoli saldati e smussati, punto critico delle finestre in alluminio che, soprattutto in ambiente marino, tendono ad ossidarsi.

Considerando che sui serramenti in PVC vetro basso-emissivo con gas argon e ferramenta multifunzione sono di serie, a conti fatti per raggiungere le stesse prestazioni con un serramento in alluminio questo dovrebbe avere delle sezioni importanti al punto tale da superare di gran lunga il costo del PVC.

In conclusione gli infissi in PVC hanno un miglior rapporto qualità-prezzo rispetto agli infissi in alluminio.

Ricordiamo comunque che il PVC ha delle limitazioni costruttive, pertanto per la realizzazione di particolari manufatti e/o grandi dimensioni, bisogna andare sul sicuro scegliendo l’alluminio.

Infissi in legno o alluminio?

Gli infissi in alluminio sono leggeri, ma nello stesso tempo robusti e stabili. Anche in strutture di grandi dimensioni hanno un’ottima tenuta all’aria, all’acqua ed al carico del vento. Inoltre offrono un’ampia la scelta di colori tra Ral, effetto legno e speciali verniciature.  Non hanno bisogno di manutenzione.

Purtroppo, essendo un metallo, l’alluminio d’inverno si raffredda provocando la formazione di condensa sulla sua superficie interna, mentre d’estate si riscalda.

Gli infissi in legno sono robusti e stabili, grazie all’introduzione dei profili in lamellare, ed hanno un naturale isolamento termico ed acustico. Esteticamente sono insuperabili da qualsiasi altro sistema o materiale adoperato per la costruzione di serramenti.

Per poter paragonare i due sistemi bisogna considerare gli infissi in alluminio a taglio termico, cioè quelli che interponendo fra la parte interna dell’infisso e quella esterna dello stesso un giunto in materiale plastico permettono di raggiungere un efficienza energetica comparabile a quella degli infissi in legno.

Fermo restando che le finestre in legno sono storicamente il massimo per comfort ed eleganza, l’unico inconveniente è la manutenzione. Fortunatamente oggi, con l’evoluzione della nano-tecnologia, le vernici oltre a conferire una elevata protezione al legno, durano molto più a lungo. Inoltre sono stati introdotti prodotti per la pulizia delle finestre che, con estrema facilità, fanno anche da manutenzione alla vernice.

Se vogliamo fare dunque un confronto con le performance di un serramento in alluminio,  per raggiungere le stesse prestazioni questo dovrebbe avere delle sezioni importanti al punto tale da superare di gran lunga il costo del serramento in legno, soprattutto se si vuole nella finitura l’effetto legno.

C’è da dire che nella finestra in legno incide molto la scelta dell’essenza: dal più economico pino di svezia, al più costoso rovere.

In conclusione, un buon infisso in legno di pino di svezia costa meno di un infisso in alluminio taglio termico effetto legno della sezione di 70 mm. ed ha prestazioni termo-acustiche superiori.

Cosa vuol dire infissi a taglio termico?

L’alluminio è molto utilizzato nella costruzione dei serramenti.

La malleabilità del materiale, la durata, la robustezza, la leggerezza, il non richiedere manutenzione, sono le principali caratteristiche di questo materiale. Però l’alluminio è anche un ottimo conduttore termico ed è proprio questo il maggior difetto di questo tipo di prodotto.

Immaginiamo una stanza ben riscaldata, chiusa da una finestra con profilo in alluminio, ed una temperatura esterna di molti gradi inferiore a quella interna. L’allumino in questo caso, instaura un flusso termico contribuendo al trasferimento del calore dall’ambiente interno e quello esterno.

Questo effetto è detto comunemente ponte termico. Maggiore è la differenza di temperatura tra i due ambienti, maggiore sarà la quantità e la velocità del calore trasferita verso l’ambiente esterno. Questo significa che parte del calore generato dal nostro impianto di riscaldamento andrà perso.

Per ridurre l’effetto ponte è stato creato un profilo particolare: il taglio termico.

Visto in sezione questo profilo presenta al suo interno due anime in plastica, denominate poliammide. Le due facciate sono meccanicamente unite dalle barrette di poliammide che interrompono la continuità della struttura di alluminio.

Questa soluzione è definita taglio termico proprio perché la conducibilità termica e il rispettivo flusso vengono interrotti, “tagliati” da questo materiale termoisolante.

Bisogna ricordare che l’isolamento termico non ha stagione, quindi come è vero che in inverno avremo una minore dispersione di calore verso l’esterno, in estate otterremo una temperatura interna meno influenzata dal calore esterno.

Il vetro diventa una componente importante negli infissi in alluminio a taglio termico. Esso, non deve essere più solamente a camera d’aria, ma possibilmente basso-emissivo che ne aumenta le prestazioni di tenuta.

La canalina del vetro camera deve sempre contenere dei sali che assorbano l’umidità interna della camera tra i due vetri evitando la formazione di condensa. Il bordo deve essere completamente sigillato con una colla a caldo. La camera interna del vetro camera basso-emissivo, può contenere normalissima aria, ma sempre più diffusa è l’immissione di gas argon che contribuisce ulteriormente all’aumento dell’isolamento termico.

Quali sono i migliori infissi per esterni?

Tutti sappiamo quanto sia importante la scelta dei serramenti in un’abitazione.La finestra, infatti, è parte integrante dell’arredo e gioca pertanto un importante ruolo di carattere estetico, ma nello stesso tempo deve assicurare molti altri aspetti tecnico-funzionali come ad esempio: l’isolamento termico, l’isolamento acustico, la protezione contro le effrazioni, la praticità e affidabilità d’uso, ecc..

Fondamentale inoltre è sapere chi li produce, che esperienza ha nel campo dei serramenti, le certificazioni e gli attestati che assicurano la qualità del prodotto e del servizio.

La scelta di un prodotto di qualità non è garanzia assoluta di un buon risultato finale se non siamo certi di avere dei professionisti della posa al nostro fianco. Tutti sogniamo una bella casa ma dobbiamo ricordarci che l’impiego di personale poco qualificato infrangerà inevitabilmente il nostro sogno.

Di seguito due classifiche orientative dei serramenti:

la prima dal più economico al più costoso, la seconda dal più scarso al più performante.

COSTO

  1. Alluminio freddo
  2. Alluminio taglio termico (sezioni fino 60 mm)
  3. PVC (sezioni da 70 mm)
  4. PVC (sezioni da 85/90 mm)
  5. Legno
  6. Alluminio/legno profilo freddo
  7. Allumino taglio termico (sezioni da 75/90 mm)
  8. Alluminio/legno profilo taglio termico
  9. Legno/alluminio

PERFORMANCE

  1. Alluminio freddo
  2. Alluminio Taglio termico (sezioni fino 60 mm)
  3. Alluminio/legno profilo freddo
  4. Alluminio Taglio termico (sezioni da 75/90 mm)
  5. Alluminio/legno profilo taglio termico
  6. Legno
  7. PVC (sezioni da 70 mm)
  8. PVC (sezioni da 85/90 mm)
  9. Legno/alluminio

Da queste due classifiche si evidenzia che, l’alluminio freddo è il più economico ma il meno prestante, il legno/alluminio il più costo ma il più performante. Il miglior rapporto qualità-prezzo è del PVC che, ad un costo inferiore corrisponde una performance superiore.

La classifica del costo può essere molto variabile a secondo della scelta del tipo di legno, delle finiture dell’alluminio o del PVC  (standard o effetto legno), accessori che per alcuni sistemi sono di serie per altri sono optional.

Si ricorda che un ruolo importante nei serramenti lo svolge il vetro, che rappresenta circa il 70% della superficie esposta. Le prestazioni del vetro devono camminare di pari passo con quello del sistema infisso scelto.

Qual’è il migliore materiale per le porte da interni?

Sicuramente il legno!

Ma la cosa più importante è la struttura interna della porta, cioè quella parte che non si vede.

Le porte in massello, negli ultimi anni, hanno subito un forte calo, vuoi perché spesso non vengono più utilizzate essenze pregiante per l’elevato costo, vuoi perché il massello comunque nel tempo si muove sempre (pensa ad una porta in massello che d’inverno si trova accanto ad un termosifone), vuoi perché col massello no si possono realizzare prodotti di design che oggi sono molto richiesti dal mercato.

Ad esempio, sono molto diffuse le porte laccate in vari colori di tendenza con l’arredamento; poiché il massello si muove sempre, è assodato che la laccatura screpoli.

Le porte cosi dette “tamburate”, o finto massello, o impiallacciate, sicuramente sono le più diffuse, ma bisogna fare molta attenzione anche ad i materiali utilizzati per la costruzione della struttura interna della porta stessa.

La struttura perimetrale delle nostre porte in legno “tamburate”, sono realizzate con abete giuntato e depurato da nodi, questo garantisce stabilità nel tempo.

Le parti vuote vengono riempite con un materiale leggero a nido d’ape, che serve da supporto ai due pannelli superficiali.

I pannelli superficiali, normalmente in MDF, incollati sui due lati della struttura, formano un sandwich perfettamente piano e stabile nel tempo.

Questi pannelli hanno spessori differenti a seconda del tipo di lavorazione successiva che l’anta subirà: 4 mm se sarà rivestita in tranciato di legno o laminato (finiture sintetiche di ottima qualità di larga diffusione in tendenza col mondo dell’arredamento), 8 mm se saranno sottoposte a processi di pantografatura o incisioni e successivamente laccati.

Esistono altri materiali e processi produttivi per la realizzazione di una porta, ma la porta in “tamburato”  è l’unica che ha i migliori pregi tecnologici e vasta gamma di scelta.

Quali sono i migliori pavimenti per esterni?

Per la durata dei pavimenti in legno per esterni sono due i punti da tenere in considerazione:

1)      La scelta dell’essenza del legno

2)      Il sistema di montaggio

 

Il legno deve essere a fibra molto compatta, poco poroso e privo di nodi.

Ottimi sono alcuni legni di provenienza delle foreste dell’America Latina come l’Amargoso e l’IPÈ, o di provenienza dell’Asia Meridionale come il TEAK. Legni che, se anche non trattati nel tempo, possono diventare brutti, ma non marciscono.

Il sistema di montaggio è fondamentale affinché un pavimento in legno, sottoposto alla pioggia ed al sole, duri nel tempo.

È importante non posare direttamente sulla superficie sottostante i listelli sui quali andranno fissate le doghe del pavimento. In questi tipi di pavimentazione è importante che l’acqua piovana riesca a passare sotto le doghe e a defluire verso le zone di pendenza preventivamente create.

Quindi questi listelli, che sono il telaio portante delle doghe, devono essere opportunamente distanziati, per permettere all’acqua di defluire correttamente. I tradizionali sistemi di posa prevedono l’utilizzo di viti e tasselli, ma questi col tempo possono arrugginire provocando l’allentamento della tenuta o addirittura potrebbero la rottura delle viti stesse.

Per il fissaggio delle doghe, che costituiscono il vero e proprio pavimento, vengono usati chiodi o viti a vista, oppure clip metallici.

Nel primo caso, il fissaggio con chiodi o viti a vista, oltre ad essere una soluzione antiestetica, è particolarmente sconsigliato l’uso di chiodi, poichè la doga di legno tende a muoversi per effetto delle escursioni termiche fino a sollevarsi dal telaio sottostante; meglio le viti come tenuta, ma queste provocano macchie circolari dovute all’ossidazione nel punto in cui sono avvitate.

Nel secondo caso, fissaggio con clip metallici, sicuramente il risultato estetico sarà migliore, poichè i clip sono posti nell’intercapedine tra una doga e l’altra (quindi si intravedono), ma anche qui col tempo le viti tendo ad ossidarsi e quindi allentarsi provocando il distacco delle doghe.

Il nostro sistema “speedy”, dove non è previsto alcun utilizzo di chiodi, viti o colla, ha risolto tutti questi problemi attraverso un supporto brevettato in nylon.

Questo supporto prevede il distanziamento dei telai di base di 3 mm, da posare direttamente senza fissaggio sul pavimento di base, in modo da lasciar defluire liberamente l’acqua.

Lo stesso supporto, nella parte superiore, ha due ganci, sempre in nylon, ad ancora. Le doghe opportunamente fresate nella parte inferiore, si incastrano in questi ganci in maniera permanente.

Risultato: realizziamo un pavimento totalmente in legno, senza altri materiali a vista o che possano, nel tempo rovinare esteticamente e tecnicamente un bel pavimento in legno esterno.

Naturalmente, è necessario trattare stagionalmente il pavimento con speciali oli che conferiscono idrorepellenza e rinvigoriscono la bellezza del legno.

Cos’è e come funziona un Biocamino?

Spento è un elegante elemento interno d’arredo, acceso è subito l’incanto di ogni situazione. Al di là della bellezza estetica di un Biocamino, ci sono molte buone ragioni per sceglierlo.

Il biocamino rispetta le persone e l’ambiente in quanto non emette sostanze nocive. Funziona con bioetanolo (alcol denaturato) certificato ed i suoi materiali sono riciclabili. Non produce odori sgradevoli e può essere utilizzato in ambienti chiusi.

Facile da installare o spostare in quanto non necessità di canna fumaria, il biocamino garantisce una buona resa calorica in piena sicurezza.

Se linee e design incantano per la loro bellezza, bisogna prestare molta attenzione alla qualità e l’esclusività dei materiali. Non devono essere solo all’altezza del gusto, ma devono superare la prova del fuoco, motivo che ha spinto Cordis a scegliere l’acciaio inox 304 per la realizzazione del cuore dei suoi biocamini: il bruciatore.

La linea di biocamini Cordis utilizza materiali opportunamente selezionati e trattati secondo i test più severi per ottenere prodotti finali curati, resistenti, sicuri e di lunga durata.

Quali sono le migliori maniglie per porte interne?

Le migliori maniglie per porte interne sono realizzate in ottone massiccio; opportunamente lavorato e sagomato per ottenere impugnature ergonomiche e di design, subisce successivamente dei trattamenti per ottenere le diverse finiture.

Lucidato o satinato, per mantenere il suo naturale colore tipo dorato, viene sottoposto a cicli di verniciatura per evitarne l’ossidazione nel tempo.

Bisogna stare attenti a non rovinare la verniciatura,  a tal proposito consigliamo di non pulire mai le maniglie utilizzando prodotti chimici, ma di lucidarle con un panno morbido ed asciutto.

Esiste un altro processo di trattamento dell’ottone per maniglie denominato PVD; con questo trattamento le maniglie in finitura ottone naturale non necessitano di alcuna manutenzione e se ne consiglia l’utilizzo in ambiante marino, in quanto resistente anche alla salsedine.

7Quanto l’ottone viene sottoposto al processo di cromatura, sia nella finitura lucida che satinato, non necessita la verniciatura poichè la cromatura è inattaccabile.

Perché si forma la condensa negli infissi in alluminio?

Tutto dipende dalla “temperatura di rugiada”.

La temperatura (o punto) di rugiada si intende la temperatura alla quale, a pressione costante, l’aria (o, più precisamente, la miscela aria-vapore) diventa satura di vapore acqueo.

In pratica: più è alto il tasso di umidità dell’aria più sarà alto in punto di rugiada. L’umidità all’interno di una casa (formatasi con la respirazione delle persone, col vapore dell’acqua calda di una doccia, dai vapori di cottura in cucina, etc.) incontrandosi con una superficie fredda si condensa, cioè passa dallo stato gassoso allo stato liquido.

Quindi è importante avere degli infissi in alluminio a taglio termico che isolino, nei periodi freddi, la forte differenza di temperatura tra la superficie fredda esterna della finestra e quella calda interna.

Tuttavia a volte non basta, perché dipende sempre dalla percentuale di umidità che si trova all’interno dell’abitazione. In questi casi l’unica soluzione è far arieggiare gli ambienti, con conseguente dispersione del calore è quindi di denaro.

Quindi bisogna scegliere infissi in alluminio a taglio termico a seconda della fascia climatica in cui si trova l’abitazione. Più spessa è la sezione dei profili in alluminio maggiore è l’isolamento termico.

A volte anche sul vetro lato interno dell’abitazione, pur essendo un vetro camera si forma la condensa. Questo si può ovviare montando vetri camera basso-emissivi, possibilmente riempiti col gas argon ed ancora meglio con la canalina, che distanzia i due vetri, warm-edge, cioè a bordo caldo.

Differenza tra vetro camera, basso emissivo, selettivo?

Il vetro camera che tutti conosciamo, è formato da due lastre di vetro monolitico (il monolitico è un’unica lastra di vetro) normalmente da 4 mm, oppure da due lastre di vetro stratificato.

Il vetro stratificato è ottenuto incollando due lastre di vetro monolitico tramite una speciale pellicola denominata PVB che ne aumenta la resistenza, viene poi interposta, lungo il perimetro delle due lastre, una canalina in alluminio riempita da opportuni sali, i quali all’atto della sigillatura assorbono l’umidità che si trova all’interno dei due vetri.

Il classico vetro camera che per tanti anni è stato adoperato sia nei serramenti in alluminio sia in quelli in legno, è stato superato con l’evolversi delle prestazioni dei nuovissimi serramenti.

Oggi usiamo esclusivamente vetri camera basso-emissivi, in diversi casi anche con l’aggiunta del gas argon che ne aumenta ulteriormente l’abbattimento della dispersione termica verso l’esterno dell’abitazione.

Nella composizione di una finestra sono da tenere in considerazione due importanti valori: il valore Ug ovvero la trasmittanza termica del vetro, ed il valore Uf la trasmittanza termica del sistema anta/telaio. Da questi due valori si ottiene il valore Uw dell’intera finestra, cioè il reale valore da tenere in considerazione nella scelta degli infissi.

Più basso è l’Uw maggiore sarà l’isolamento termico. Ovviamente il vetro svolge una azione predominante, visto che rappresenta circa il 70% della superficie di una finestra.

Però in alcuni casi il vetro camera basso-emissivo, ed ancora peggio se riempito di gas argon, può essere peggiorativo. Infatti, il vetro camera basso emissivo, con o senza argon, serve a trattenere il calore che si produce d’inverno per riscaldare la casa, ma non isola da quel caldo raggiante che nei periodi estivi colpisce i 3/4 di una casa (il sole sorge ad est, gira verso sud dove raggiunge la punta massima di calore, finendo ad ovest dove tramonta).

Cosa succede? Il calore entra in casa, trova il nostro bel vetro camera basso-emissivo e ristagna in casa provocando un effetto serra. Quindi in questi casi sicuramente è meglio tornare al vecchio vetro camera, almeno il calore cumulatosi all’interno si disperde verso l’esterno, disperdendo però anche il calore prodotto d’inverno.

La soluzione c’è: vetri camera selettivi.

I vetri camera selettivi sono realizzati utilizzando dei vetri magnetronici; il magnetronico è un processo chimico-fisico che fissa sulle lastre di vetro degli ioni d’argento (invisibili), i quali hanno il compito di riflettere un’alta percentuale della parte calda dei raggi solari, continuando a funzionare da basso emissivo nei periodi invernali.

In definitiva si può dedurre che tutti gli infissi esposti a nord (dove non arriva mai il sole) o anche nord-est e nord ovest, secondo l’orientamento geografico della casa, posso montare solamente il vetro camera basso emissivo e meglio se con gas argon, mentre da est o sud-est ad ovest o sud-ovest, consigliamo di utilizzate vetri camera selettivi.

La scelta del giusto vetro camera abbinata al giusto sistema serramento ha una notevole incidenza sul risparmio energetico di una abitazione e sul bilancio annuo familiare.

Quanto è importante la posa in opera di un serramento?

Qualsiasi serramento si scelga per la propria casa, la posa in opera è importante tanto quanto la qualità del serramento stesso.

Una incorretta posa in opera vanifica le prestazioni del serramento acquistato.

Ricordiamo che i serramenti vanno scelti a seconda degli effettivi benefici che una persona vuole ottenere. Ad esempio:

  • un isolamento termico particolarmente alto, perche la casa si trova in una molto fredda;
  • un abbattimento acustico molto alto, in quanto la casa si trova in pieno centro particolarmente trafficato; oppure perché si trova nei pressi di un aeroporto;
  • una maggiore resistenza alla salsedine, perché trovasi nella vicinanza del mare;
  • una maggiore resistenza all’effrazione, perché magari si tratta di villa in parco isolato;
  • una elevata resistenza a carichi impetuosi del vento, in quanto siamo in alta montagna;

Affinché le caratteristiche prestazionali dei serramenti rimangono tali, per ogni tipologia di serramento e situazione di cantiere, bisogna adottare le giuste tecniche di posa ed utilizzare i giusti prodotti.

Noi della TecnoInfissi siamo dei veri professionisti nella posa in opera di tutti i nostri sistemi di serramenti, possiamo così garantire risultati performanti dei serramenti acquistati.

Sostituzione infissi e zero opere murarie?

Dopo tanti anni di esperienze ci siamo specializzati con delle tecniche di posa in opera, qualsiasi sia il tipo di serramento che hai scelto da noi; che sia di legno, PVC,alluminio, acciaio, per noi non fa differenza. Avrai un lavoro fatto a regola d’arte senza dover ricorrere ad opere murarie fastidiose ed onerose..

Ancora tantissime case hanno vecchi infissi che fanno aria ed acqua da tutte le parti e tante persone hanno la necessità di sostituire i soli infissi senza fare altre opere di ristrutturazione. Allora noi della TecnoInfissi, interveniamo in casa perfettamente pulite ed arredate senza polvere e non rovinando ne muri e ne pavimenti.

Con le nostre tecniche di posa, per certi versi brevettati, dopo aver dismesso e smaltito il vecchio infisso, riusciamo a far sparire anche i vecchi imbotti in lamiera od in legno, mediante l’incapsulamento del vecchio cassonetto delle serrande, andando a sigillare anche gli spifferi che prima entravano in casa, e rivestendo, con opportuni profili, i vecchi stipiti e davanzali. Un vero e proprio lavoro d’alta sartoria, grazie alle mani sapienti dei nostri installatori.

Risultato finale? Come direbbe un mago: “il vecchio c’è, ma non si vede”. Vedrai esclusivamente i tuoi nuovi infissi belli e funzionali. Il tutto in assoluta assenza di opere murarie.

Perchè il sughero per i pavimenti della nostra abitazione?

Quando si deve scegliere quale tipologia di pavimento impiegare per la propria abitazione difficilmente si pensa al sughero.

Il sughero è un materiale naturale, ricavato dalla corteccia di un particolare tipo di quercia, molto diffusa nell’area mediterranea.

In edilizia, ormai da diversi anni, il sughero, sia in pannelli che sciolto, trova vasta applicazione come isolante all’interno delle murature, per la sua efficacia come isolante e per la sua natura ecologica.

Come rivestimento per pavimentazioni e murature è invece ancora poco conosciuto, soprattutto nel nostro paese, anche se l’interesse crescente per la bioarchitettura senza dubbio consentirà di ampliarne le prospettive d’uso future.

 

Si tratta di un ottimo materiale, in grado di garantire contemporaneamente alte prestazioni, grande naturalezza ed un’ottima resa estetica.

Le caratteristiche tecniche del sughero ne fanno un materiale perfetto per le pavimentazioni. Il costo è maggiore rispetto ad altri tipi di pavimento, anche se non di molto superiore a quello di un parquet tradizionale, ma la resa finale è senza dubbio molto particolare e di grande effetto.

 

Può essere tranquillamente impiegato in qualunque locale, anche nei bagni e nelle cucine, poiché si tratta di un materiale resistentissimo ed assolutamente impermeabile, in grado di rimanere immerso in acqua per anni senza alterare le proprie caratteristiche e la sua composizione chimica. Unica accortezza da seguire sarà eventualmente quella di scegliere un collante adeguato per la posa, resistente all’umidità, ed un tipo di trattamento superficiale consono all’utilizzo.

Il sughero garantisce un confort senza eguali: superfici calde sulle quali camminare a piedi nudi, l’elevata elasticità e resilienza del materiale permettono di assorbire molto bene gli urti, in modo tale che le giunture delle ginocchia e la spina dorsale non risentano dell’impatto del corpo con il terreno, come avviene invece nel caso di pavimenti rigidi.

Inoltre è possibile utilizzare “piastrelle” di sughero anche in caso di ristrutturazioni, posandole sulla vecchia pavimentazione, purché questa abbia una buona planarità e sia ben pulita e sgrassata, altrimenti esistono in commercio diversi prodotti liscianti (detti livelline), che servono proprio per la preparazione di un fondo ottimale prima dell’incollaggio di qualsiasi tipo di rivestimento.

Infine va detto che il sughero è un materiale altamente isolante sia dal punto di vista acustico, che termico ed igrometrico ed è indeformabile, non risentendo in alcun modo di compressioni o punzonature.

Per quanto concerne i formati disponibili in commercio il sughero per pavimenti può essere posato in piastrelle, più o meno grandi, in listoni e in lastre.

Anche i trattamenti superficiali, a seconda dell’impiego richiesto, sono svariati: si possono avere superfici plastificate (ad esempio nei locali di grande traffico come palestre, uffici o negozi), verniciate con prodotti delicati all’acqua (soprattutto nelle cucine e nei bagni) o semplicemente cerate, che mantengono un aspetto estremamente naturale e sono adatte ad ambienti domestici come il soggiorno o le camere da letto.

Oltre ad esistere una vasta gamma di modelli e di dimensioni, è possibile realizzare anche pavimentazioni in sughero colorate, che si ottengono applicando particolari vernici tingenti sulla base del sughero naturale, a seconda del proprio gusto e delle proprie esigenze la scelta delle tonalità non ha limite, anche se la versione esteticamente più accattivante ed affascinante resta indubbiamente quella classica.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare una pavimentazione in sughero garantisce nel tempo un’elevata resistenza all’usura e un’estrema facilità di manutenzione, inoltre si tratta di un materiale assolutamente pratico da pulire: basta passare l’aspirapolvere ed uno straccio umido per ottenere risultati perfetti.

Cos'è un vetro stratificato?

Il vetro stratificato è stato inventato nel 1909 dal chimico francese Edouard Benedictus.

Benedictus si ispirò a un flacone rivestito da uno strato plastico di nitrato di cellulosa che per una disattenzione in laboratorio è caduto e si è rotto, ma senza aprirsi in pezzi. Egli fabbricò un materiale composito di vetro e plastica in grado di ridurre i pericoli in caso di incidenti automobilistici. L’invenzione non fu immediatamente adottata nel settore automobilistico, ma il primo impiego fu nei vetri delle maschere antigas in uso durante la prima guerra mondiale.

Il vetro stratificato è realizzato unendo due o più strati di vetro ordinario alternato a un foglio plastico di colore simil-latteo, solitamente polivinilbutirrale (PVB). Il PVB è unito a sandwich con il vetro che è poi scaldato a 70 °C e pressato con rulli per espellere l’aria ed unire i materiali; l’operazione viene conclusa inserendo il “sandwich” così composto in un’autoclave a temperatura e pressione costante, dove si completa il processo di espulsione dell’aria, rendendo così il vetro laminato nuovamente trasparente.

Un tipico vetro stratificato è costituito ad esempio da: 3 mm di vetro / 0,38 mm di polivinilbutirrale/ 3 mm di vetro. Il prodotto dell’esempio è definito vetro stratificato (laminato) da 6,38 mm o anche 33.1.

Gli strati intermedi possono presentare anche diversi spessori, così come il PVB può essere colorato in modo da dare all’insieme della lastra un aspetto colorato (tonalità bronzo-grigio).

Lo strato intermedio mantiene i pezzi di vetro in posizione anche quando il vetro si rompe, e con la sua resistenza impedisce la formazione di larghi frammenti affilati. Più strati e maggiore spessore del vetro aumentano la resistenza.
Lo strato di PVB dona al materiale anche un maggiore effetto di isolamento acustico e riduce del 99% la trasparenza alla luce ultravioletta.

Il vetro stratificato è normalmente impiegato dove ci può essere il rischio di impatti con il corpo umano, oppure dove il pericolo possa derivare dalla caduta della lastra se frantumata. Le vetrine dei negozi, i parabrezza-lunotti delle auto sono tipicamente realizzati in vetro laminato come pure le zone parapetto delle vetrate interne ed esterne.

È considerato un vetro di sicurezza grazie alla capacità di mantenersi compatto se fratturato.

Quali sono i migliori vetrocamera?

Esiste un’infinità di vetrocamera, ottenuti dalla combinazione di diverse tipologie di vetri: flot, stratificati, temperati, basso-emissivi, selettivi, ecc.

Di seguito elenchiamo le caratteristiche di quelle frequentemente utilizzate.

Vetrocamera standard 4/16/4 B.E. + Gas argon

Tutti i nostri serramenti adottano vetrocamera basso emissiva 4/16/4 con gas Argon Ug 1,1.  Questa sigla significa che il vetrocamera ha uno spessore di 24 mm in totale, ed è formato da due lastre float da 4 mm, di cui una con trattamento Termofloat, e da una intercapedine interna di 16 mm riempita di gas Argon (questo permette una notevole riduzione di dispersione termica). Questo vetrocamera è già un ottimo compromesso tra qualità e prezzo.

Vetrocamera sicura 33.1/16/33.1 B.E. + Gas argon

Questo vetrocamera è formato da due lastre stratificate di 6 mm di spessore incollate da uno strato di PVB di 0.38 mm. Viene utilizzato in vetrate dove si ha bisogno di una certa sicurezza passiva, in quanto in caso dirottura mantiene i pezzi di vetro in posizione evitando gravi ferite. Per legge viene utilizzato in tutte le vetrate che vengono montate al di sotto del metro di altezza. Può essere utilizzata ovunque si richieda una maggiore sicurezza, come ad esempio nella stanza di bambini, bagni, vetrate in luoghi pubblici, ecc.

Vetrocamera antisfondamento 44.8/16/4 + Gas Argon

La lastra di vetro antisfondamento 44.8 è formata da 2 lastre di vetro da 4 mm incollate con 8 strati di PVB di o.38 mm, per uno spessore totale 11.04 mm. Detta anche lastra P4 è una vera e propria barriera contro le intrusioni, viene utilizzata prevalentemente nelle vetrine dei negozi con merce di valore, uffici, centri commerciali, ville di lusso ecc.

Quando si tratta di grandi specchiature all’interno viene utilizzato il vetro sicuro 33.1 al posto del 4 mm.

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